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Bicentenario della nascita del Beato Card. Giuseppe Benedetto Dusmet di Dom Vittorio Rizzone Abate del monastero di San Martino delle Scale (PA)





San Benedetto accoglie i primi discepoli Mauro e Placido, Palma il Giovane Abbazia di Santa Giustina, Padova
San Benedetto accoglie i primi discepoli Mauro e Placido, Palma il Giovane Abbazia di Santa Giustina, Padova

Ascolta, figlio, i precetti del maestro, porgi attento il tuo cuore, ricevi di buon animo i consigli di un padre che ti vuol bene e mettili risolutamente in pratica, per ritornare con la fatica dell’obbedienza a Colui dal quale ti eri allontanato per l’accidia della disobbedienza.” E’ questo invito, che apre il prologo della Regola di San Benedetto, che l’oblato benedettino, come il monaco, sente rivolto a sé, riconoscendosi nell’operaio ricercato dal Signore, perché capace di rispondere ‘Io’ alla domanda da Lui rivolta alla moltitudine: “Chi vuole la vita e desidera che i suoi giorni trascorrano beati?”

(R.B. prol., 14-16). 

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L’oblato benedettino secolare è “il cristiano, uomo o donna, laico o chierico che, vivendo nel proprio ambiente familiare e sociale, riconosce e accoglie il dono di Dio e la sua chiamata a servirlo, secondo le potenzialità ed esigenze della consacrazione battesimale e del proprio stato; si offre a Dio con l’oblazione, ispirando il proprio cammino di fede ai valori della S. Regola e della Tradizione spirituale monastica” 

(Statuto degli oblati benedettini secolari italiani, art. 2)


Dall’epoca di San Benedetto sino ad oggi, la Regola Benedettina è la guida dell’oblato, il punto di riferimento costante dal momento in cui egli si lega spiritualmente ad una comunità monastica benedettina. E’ in seno ad essa che l’oblato compie il cammino di costante ricerca della volontà di Dio, che scopre nelle infinite modalità in cui si rivela: dal testo sacro, alla natura, agli eventi quotidiani, agli strumenti di lavoro, ai monaci e oblati a lui donati come fratelli e sorelle, e alle persone tutte che gli è dato di incontrare.