pellegrinaggio a Roma degli Oblati Benedettini Benedettini della Madonna della Scala di Noci (Bari)
Conclusosi , il 6 gennaio 2026, l’Anno Giubilare 2025, tempo importante di riflessione, di ricerca di Dio e di riconciliazione, torniamo per un momento con la mente a qualche mese fa, per ricordare con gioia le tre opportunità degli oblati secolari benedettini dell’ Abbazia “ Madonna della Scala” di Noci (Bari) di vivere con fede il Giubileo 2025 con l’annessa indulgenza plenaria: il pellegrinaggio a Roma dall’1 al 3 giugno 2025; e poi insieme ai Nocesi due particolari giornate nell’Abbazia per concessione del Vescovo diocesano Mons. Giuseppe Favale: il 5 agosto 2025 nella ricorrenza della Festa della Madonna della Scala con l’Arcivescovo metropolita di Foggia- Bovino Mons. Giorgio Ferretti, e il 16 novembre 2025 per il 45° anniversario della Dedicazione della chiesa abbaziale. Bello è stato il pellegrinaggio a Roma e in altri luoghi visitati, cari a San Benedetto: iniziamo a raccontarlo con dovizia di particolari: con tanta accuratezza il programma del viaggio è stato pianificato dal Padre Abate dell’Abbazia Madonna della Scala Dom Paolo Maria Gionta. Tra i partecipanti, oltre ad un discreto gruppo di oblati, c’erano lo stesso Abate Gionta, il monaco don Luigi Maria Amaranto, la coordinatrice degli oblati di Noci Anna Ferretti, la coordinatrice storica Rosanna Di Carlo, il presidente dell’associazione “Europa Benedettina” nonché oblato Enzo Fortunato con la famiglia e alcuni simpatizzanti dell’associazione e cinque monache benedettine nigeriane del monastero di Santa Scolastica di Bari – gentili e gioviali, da subito è stato loro dato con affetto un nomignolo identificativo “le five sisters”, utilizzato soprattutto durante i frequenti appelli al rientro nel pullman. In tutto 45 pellegrini/e pronti a partire! Finalmente domenica primo giugno, in un pullman Gran Turismo proveniente da Castellana Grotte (Bari), con su già due oblate, siamo partiti alle ore 7,04 dall’ Abbazia Madonna della Scala con successiva fermata a Bari davanti al monastero benedettino di Santa Scolastica per far salire appunto le suore e i pellegrini baresi. Durante il lungo tratto di autostrada verso Roma, c’è stato chi ha rallegrato la compagnia raccontando una ironica barzelletta sul fatto che non ci siano preti in paradiso e sfornando poi simpatiche battute sul possibile menù della cena; e chi più seriamente ha condotto la preghiera delle lodi e del rosario, e c’è stato chi ha avuto l’accortezza di provvedere sempre a fornire il testo dei salmi del giorno (lodi e vespri secondo il breviario monastico) stampati e alle volte su WhatsApp. Grandi! Quindi, giunti a Roma verso le ore 14, precedentemente informati in pullman sulla storia e l’architettura della maestosa Basilica Papale di San Paolo fuori le Mura, abbiamo attraversato subito, concentrati e in preghiera, la sua Porta Santa: che emozione, appena entrati, poter sostare sempre in preghiera per alcuni minuti vicinissimi alle spoglie mortali di San Paolo, l’Apostolo delle genti, e più a lungo nella cappella del Santissimo, per ringraziare e lodare il Signore! C’è stato anche il tempo di confessarsi per alcuni e di ascoltare un concerto d’organo altamente spirituale quanto inaspettato. Verso le ore 16,00 si è svolta la celebrazione della Messa, solo per noi, presieduta dall’Abate Gionta nel battistero, luogo che ha amplificato il nostro desiderio di rinascita e a cui si accede attraverso la sagrestia. Sono seguiti nell’abside della basilica i Vespri, cantati dai monaci con il loro Abate di San Paolo fuori le Mura, Dom Donato Ogliari, che è stato monaco e poi Abate dell’Abbazia di Noci dal 2006 al 2014, salutato cordialmente, è stata poi scattata una foto ricordo. Lasciata Roma, abbiamo cenato e pernottato nella foresteria “Santa Scolastica” di Subiaco (Roma). Il giorno seguente, lunedì 2 giugno, abbiamo partecipato alle 8,00 alla Messa nella chiesa superiore, bellamente affrescata, del Monastero di San Benedetto, costruito nel cuore del Monte Taleo, dove è custodita la grotta, il Sacro Speco, in cui San Benedetto visse da eremita per tre anni. Una bravissima storica dell’arte ci ha spiegato la bellezza di questo sito, caro a tutti noi. Dopo, partiti per Trevi nel Lazio (Frosinone), abbiamo potuto pregare nella cripta della chiesa Collegiata davanti alle ossa, conservate in un reliquiario di vetro, del giovane San Pietro Eremita, e a due passi da qui, in un altro edificio sacro, l’Oratorio omonimo, abbellito con opere scultoree e pittoriche, abbiamo visto il locale dove il Santo è morto; questa volta accompagnati da una guida speciale Maria Grazia, che ha abbracciato la vita eremitica, anche lei. Dopo aver pranzato in spensieratezza in una trattoria sugli Altipiani di Arcinazzo, abbiamo proseguito per Filettino (Frosinone) e qui siamo entrati nella chiesetta del monastero di San Nicola e San Giovanni, la cui struttura, attualmente visibile, risale al 1200.
Dopo aver ascoltato da Maria Grazia le informazioni dettagliate su questo suggestivo monastero fondato da San Benedetto, davanti all’ unico affresco, tra pochi altri, conservato intatto per secoli, che ritrae la Madonna della Neve, situato sopra un altarino, abbiamo recitato insieme, su invito dell’Abate Gionta, una decina del rosario. Nel pomeriggio inoltrato siamo rientrati a Subiaco - tra un paese e l’altro le strade panoramiche di montagna, che attraversano un paesaggio boschivo mozzafiato nel Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, sono con tornati e sono strette e noi in un pullman di per sé grande… grazie alla maestria prudente dell’autista, che ha ricevuto tanti complimenti, tutto è andato bene. A Subiaco c’è stato il tempo di visitare, come programmato, l’interno del Monastero di Santa Scolastica: i suoi chiostri e la grande chiesa dove abbiamo pregato i Vespri con i monaci. La mattina seguente, martedì 3 giugno, nella stessa chiesa abbiamo partecipato alla Concelebrazione Eucaristica. E infine messe le valigie nella pancia del pullman, abbiamo salutato Subiaco e siamo ripartiti alla volta di Roma per varcare la tanto agognata Porta Santa della Basilica di San Pietro. È stata la carità fraterna, che ci fa comunità, a segnare il pellegrinaggio: infatti un giovane papà prossimo all’oblazione - lo stesso che ha dato le copie cartacee e digitali delle lodi e dei vespri - si è messo subito a disposizione a spingere la sedia a rotelle su cui si era seduta mia sorella, un’ oblata sessantenne con la sindrome di Down, in quest’ultima tappa del viaggio in San Pietro, potendo così “sfrecciare” insieme a tutti noi lungo la piazza verso la Porta Santa; Poi, usciti dalla Basilica Pietrina, dopo alcune ore - provvidenziale la carrozzina - è stato un altro oblato, un anziano medico, che, trovando sollievo nell’ appoggiarsi ai manici della sedia a rotelle, l’ha spinta volentieri, spostandoci insieme all’ombra del colonnato del Bernini fin quasi al punto di ritrovo del gruppo, l’inizio di via Conciliazione, dove l’utile ausilio è stato ripiegato. Era giunta anche l’ora di pranzo e, alquanto affamati, ci siamo rifocillati, chi prendendo qualcosa al ristorante, chi condividendo alcuni panini fatti preparare in precedenza dalla gentilissima cuoca della foresteria a Subiaco e c’è stato chi non ha mangiato affatto. Così verso le ore 15 abbiamo raggiunto un vicino parcheggio sotterraneo - qui è stata un’avventura salire le scale mobili - dove abbiamo atteso il pullman, e arrivato, vi siamo saliti “tatuati” di indelebile gioiosa speranza, dono della nostra peregrinazione: Grazie a tutti! Grazie a Dio. Per concludere, augurandoci una buona vita, nel frattempo che arrivi il prossimo Anno Giubilare nel 2033, citiamo una riflessione di Papa Leone XIV: “Un pellegrinaggio non termina mai, ma sposta il fulcro sul pellegrinaggio di discepolato quotidiano. Siamo tutti pellegrini e siamo sempre pellegrini in cammino, mentre cerchiamo di seguire il Signore e mentre cerchiamo il sentiero che è propriamente nostro nella vita. Indubbiamente ciò non è facile, ma con l’aiuto del Signore, l’intercessione dei Santi e l’incoraggiamento reciproco potete essere certi che, fintanto che rimarrete fedeli confidando sempre nella misericordia di Dio, l’esperienza del pellegrinaggio giubilare continuerà a dare frutti per tutta la vostra vita”. (fonte Tv 2000)
Il racconto in sintesi del pellegrinaggio a Roma è stato pubblicato sulla rivista “La Scala” dei Monaci Benedettini della Madonna della Scala di Noci (Bari) nel numero 4/ Ottobre-Dicembre 2025.
